Storia Attività del Comitato

Dopo la morte di monsignor Ireneo Aldegheri fu nominato parroco a Villafranca don Luigi Cavallini.
Continuando nel solco tracciato dal suo predecessore, di guardare al territorio per conoscere la gente, furono create le zone pastorali con l’obiettivo di socializzazione e con momenti di catechesi per gli adulti.
San Rocco fu una di queste. A dire il vero, qui la tradizione c’era già perchè la chiesetta di San Rocco è sempre stata il fulcro della vita del rione.
L’associazione famiglie con portatori di handicap che qui ha la sede, si era attivata per tener vive le tradizioni coinvolgendo con i suoi ragazzi e simpatizzanti anche la comunità nell’organizzare giochi e la sagra, in occasione dei festeggiamenti in onore di San Rocco il 16 agosto.
Anche Bonfante Giampietro, i “Piccinini”, “el Merican” e Giacomelli Maurilio nelle loro specificità si sono sempre adoperati per vivacizzare la ricorrenza.
Ci sono stati anche sacerdoti come don Franchini, don Giuseppe Righini all’inizio della vita della parrocchia di Madonna del Popolo, don Ciresola che si sono presi cura della chiesetta e della popolazione della zona e non solo.
Nel 1993 Luigi Marra propose alle catechiste degli adulti della zona l’organizzazione della sagra ormai troppo onerosa per l’associazione famiglie. Fu allora che a casa di Gianna e Pasquale Cordioli, attorno alla tavola rotonda, si ritrovarono i nativi e tutt’ora abitanti della zona e nacque il Comitato di San Rocco.
Fu eletto presidente Michelangelo Serpelloni, vice Paolo Cordioli ed il piccolo comitato iniziò a lavorare dandosi uno statuto.

L’obiettivo Storia del Comitato di San Rocco era che con il ricavato della sagra si restaurassero le statue della chiesetta in precarie condizioni.
Si è iniziato con il restauro della statua della Madonnina che si trovava nell’aula adiacente alla chiesetta.
La statua di grande valore artistico ha una sua storia.

Vittorio Busti che sempre ha avuto cura della chiesetta raccontò che don Franchini, prete in pensione che abitava in via Quadrato negli anni cinquanta, diceva che la statua in legno della tipologia della Madonna del Popolo fosse la prima statua della Vergine venerata nella vecchia parrocchiale di San Pietro in Villafranca.

Quando i Villafranchesi decisero la costruzione del Duomo “La Cesa Granda” acquistarono una nuova statua della Madonna del Popolo e così fu portata a San Rocco la vecchia statua.

Sulla testa della Vergine, fino al restauro del 1995, c’era una corona di dodici stelle come risulta dalla fotografia, ex voto per grazia ricevuta, di un abitante della zona. Negli anni, con la nascita della nuova parrocchia di Madonna del Popolo, il Consiglio Pastorale della stessa, chiese al Comune la statua.

Subito la zona si attivò perché questa statua qui era venuta e qui doveva restare. Fu organizzata una raccolta di firme ed un incontro con il sindaco del tempo Ermenegildo
Pellegrini. Fu così che la Madonnina rimase a S. Rocco e fu deciso il suo restauro.

Dopo l’intervento la statua fu portata in solenne processione dal Duomo alla chiesetta di San Rocco e collocata sull’altare.
Il rione si era già attivato per la statua già negli anni sessanta, dopo il furto del bambino acquistandone uno compatibile con lo stile.

Anche allora fu organizzata una grande festa, e durante la celebrazione in onore di San Rocco il Bambino Gesù tornò sulle ginocchia della sua Mamma. La chiesetta di San Rocco ha sempre partecipato agli avvenimenti della comunità di Villafranca.
In occasione del centenario del Duomo e dei lavori eseguiti fu portato a San Rocco il grande crocifisso posto all’entrata della chiesa e fu intronizzato sull’altare della chiesetta.
Anche la statua della Madonna di Fatima, dono delle figlie di Maria per la fine della guerra, durante i lavori della nuova cripta fu portata a San Rocco.
Il dott. Angelo Burti lasciò, a perpetua memoria, l’organo in dotazione alla chiesetta.
Così pure mons. Ceriani donò il crocefisso del suo studio posto ora sul tabernacolo.

E don Ciresola fece restaurare il tabernacolo e l’altare.
Don Luigi Cavallini con l’inventario delle opere presenti nelle chiese di Villafranca, decise che il grande crocefisso e la Madonna di Fatima tornassero in Duomo, e così avvenne.
Seguirono i lavori di restauro delle statue di San Rocco, San Sebastiano, della Campana e delle tele che vi sono custodite.
Ciò si deve anche all’impegno di Alfredo Bottacini che con competenza e passione seguì i lavori.
Il comitato tuttoggi si prende cura della chiesetta e delle sue manifestazioni.
La signora Gemma Lucchini nel tempo ha sostituito Vittorio Busti e fa si che il luogo sia sempre bello ed accogliente.
Per il rione e la parrocchia è riferimento per celebrazioni religiose, di catechesi e preghiera.
La tradizione e la pratica religiosa di chi ci ha preceduto, fa si che anche noi oggi possiamo evangelizzare la nostra vita per ritrovare ”lo stupore di incontrare ancora una volta il Signore”.

Gianna Negrin